Atypus piceus, la piccola migale del nord
Inviato: mar 22 lug 2025, 15:05
Vi è mai capitato di imbattervi in piccole strutture simili a rametti o radici, che al tatto si rivelano completamente soffici e cave internamente? Potrebbero essere le tele tubolari di ragni del genere Atypus. Questi ragni scavano nel terreno per realizzare una galleria di seta che generalmente fuoriesce all’esterno. Così avremo una parte ipogea che il ragno utilizza per difendersi dagli estremi climatici (caldo, freddo, aridità) o dai predatori e una parte epigea, generalmente più breve, utilizzata per cacciare. Buona parte del tubo, in modo particolare la porzione epigea, è camuffata con particelle di suolo, humus o altri detriti per cercare di mimetizzarla e di eliminare il più possibile qualsiasi traccia del troppo allusivo colore bianco della seta. La parte epigea (Foto 1 e 2) può essere semplicemente adagiata sul terreno o allacciata con fili a qualche supporto (tronchi, pietre, piante erbacee, perfino ai marciapiedi delle case). L’estremità superiore è tipicamente un po’ più chiara perché il ragno fatica a camuffare dall’interno pure quella. I tubi talvolta (specialmente dopo periodi piovosi) sono più facili da individuare a causa dell’accumulo di particelle di suolo che il ragno porta all’esterno durante le attività di manutenzione o ampliamento della galleria. Come se non fosse già abbastanza “criptico”, questo ragno segue fedelmente il proverbio “la prudenza non è mai troppa” tant’è che da questa tana priva di aperture non esce mai. Come fa allora a trovare cibo? Nei secoli passati si pensava che uscisse furtivamente di notte per cacciare ma ormai sappiamo bene da tempo che anche la cattura della preda viene effettuata dall’interno del tubo. Dato che questi ragni non si vedevano mai in superficie (eccezion fatta per i maschi adulti) si pensò anche che mangiassero solo lombrichi nel sottosuolo. In realtà questi anellidi non sono le prede abituali. Quando un artropode si arrampica sulla parte epigea del tubo il ragno lo percepisce immediatamente dalle vibrazioni e si porta al di sotto del malcapitato. Preda e predatore (all’esterno la prima e all’interno il secondo) sono separati da un sottile muro di seta, ma Atypus la trafigge con un rapido movimento dei lunghi cheliceri. I cheliceri sono le appendici che i ragni utilizzano per afferrare le prede e per iniettare il veleno paralizzante. Possiamo notare che in Atypus (foto 3) i cheliceri sono enormi e sproporzionati rispetto al resto del corpo. Questo in parte perché vengono utilizzati per scavare ma ancor più perché devono essere in grado di attraversare la parete di seta e uccidere la preda all’esterno. Una volta che la preda è paralizzata, Atypus effettua un taglio nella parete, trascina la preda all’interno e sigilla con seta e detriti il “luogo del delitto” in modo da ripristinare l’aspetto innocente del tubo. In genere cattura artropodi dalle zampe corte come millepiedi, forficule, piccoli carabidi ecc. Con caratteristiche così particolari non sorprende che per questo genere di ragni con zampe corte, cheliceri molto sviluppati e lunghe filiere sia stato coniato il genere Atypus.