Piano di "gestione" del capriolo

renato
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Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda renato » mer 15 dic 2010, 11:42

Egregi, la Provincia di parma ha appena approvato la Delibera n. 725/2010 che prevede l'eradicazione del capriolo nel comprensorio di pianura (dalla pedemontana verso il Po).
Quindi, a breve si inizierà a sparare ai caprioli anche nella bassa e attorno alla città o ai paesi di pianura.
Non conosco nei dettagli il Piano e le modalità operative ma in soldoni si ammazzeranno capi per raggiungere la densità zero.
Qualche commento?
Renato

lucaluca
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Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda lucaluca » mer 15 dic 2010, 18:37

no comment........ :cry:

enrico bocchi
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Iscritto il: sab 31 mag 2008, 12:28

Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda enrico bocchi » mer 15 dic 2010, 19:50

Non ho trovato nulla sul sito della Provincia; c'è una motivazione precisa per la quale il capriolo in pianura non ci può stare?
nadia ed enrico, www.florautoctona.com

g.gerra
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Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda g.gerra » mer 15 dic 2010, 21:47

Gli interressi della "specie superiore" al di sopra di qualsiasi altro "inutile essere vivente"

Abbiamo creato enormi squilibri ambientali per le nostre ambizioni e le perpetriamo in nome della nostra supremazia culturale.

Amari saluti

Giuliano Gerra

Luigi Ghillani
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Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda Luigi Ghillani » mer 15 dic 2010, 23:43

Certo che c'è una bella differenza fra un piano di contenimento e un piano di "pulizia etnica". E comunque è purtroppo vero che l'unica cosa che sembra inarrestabile e non contenibile è l'occupazione e la cementificazione sistematica del territorio.
Saluti.
Luigi

carolina
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Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda carolina » gio 16 dic 2010, 8:41

.................più che un commento una domanda...
Quali categorie si avvantaggiano economicamente dello "sterminio pianificato" dei caprioli? :o :( :x :evil:
Solo gli agricoltori?
chiedo agli esperti del forum.

grazie a tutti!
CP :x

p.s ovviamente il provvedimento mi sembra abnorme e non aggiungo altro ai commenti degli amici
naturalisti

r.b.shrike
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Iscritto il: sab 16 gen 2010, 23:17

Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda r.b.shrike » gio 16 dic 2010, 17:41

Quand'è che si eradicheranno tutti quelli che hanno simpatie per "Papi" e suoi accoliti
-esseri molto più nocivi e deleteri per l'ambiente.
Non amareggiato bensì incacchiato
Ciao Maurizio
Fuori tema:ma quando ce vò ..ce vò

sergio mantovani
Messaggi: 11
Iscritto il: ven 17 dic 2010, 16:29

Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda sergio mantovani » ven 17 dic 2010, 16:37

Suppongo che la motivazione non sia legata ai danni causati all'agricoltura (che possono essere presi in considerazione al massimo in presenza di densità molto alte, cosa che non può accadere in pianura), ma piuttosto agli incidenti stradali.

Personalmente ho comunque forti dubbi sull'efficacia di un simile provvedimento: in presenza di valori di densità altissimi come quelli di ormai tutto l'Appennino emiliano-romagnolo, il "trasloco" in pianura di una frazione della popolazione è inevitabile, fisiologico e quindi continuerà.
Ne sappiamo qualcosa qui nel Cremonese, dove il capriolo è arrivato dal Parmense circa 7-8 anni fa e si è ormai stabilizzato con una piccola popolazione (cosa bellissima e prima assolutamente inimmaginabile).

ciao,
sergio mantovani

giordano gattara
Messaggi: 166
Iscritto il: sab 30 mag 2009, 22:35

Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda giordano gattara » ven 17 dic 2010, 22:09

Come hanno fatto a passare il Po? durante i periodi di secca a nuoto o sul ponte Verdi?

Saluti.

g.gerra
Messaggi: 349
Iscritto il: sab 2 ago 2008, 7:24

Re: Piano di "gestione" del capriolo

Messaggioda g.gerra » ven 17 dic 2010, 22:53

A nuoto, come sicuramente avrà fatto anche l'istrice che è presente nel cremonese. A volte i piccoli animali approfittano anche di zattere naturali ma non credo si questo il caso.
Approfitto per rilanciare un appello di Daniele Ronconi: facciamo attenzione a non avvicinarsi agli animali in questo periodo di freddo intenso; potrebbe sigificare la morte per un esemplare già debilitato dal freddo e dalla scarsità di cibo.
Facciamo osservazioni stando a debita distanza e magari per una volta rinunciamo ad una foto anzichè tentare di avvicinarci un po' di più.
saluti
Giuliano Gerra


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