La rivincita degli invertebrati - Parasteatoda tepidariorum preda giovani lucertole
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daniele.giovanelli
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La rivincita degli invertebrati - Parasteatoda tepidariorum preda giovani lucertole
Quando pensiamo agli invertebrati, spesso, li immaginiamo come creature misere costrette ad affrontare un’esistenza precaria sotto la costante minaccia di uccelli, rettili, anfibi, mammiferi e talvolta anche di pesci. Sappiamo che fra gli invertebrati ci sono tanto vegetariani quanto temibili predatori però, in una piramide ecologica, effettivamente gli invertebrati occupano posizioni molto basse e rappresentano prede prelibate per molti vertebrati. A volte però i ruoli possono essere invertiti. In queste foto (scattate nel mio garage dal 5 al 13 luglio 2026) possiamo vedere tre esemplari di Parasteatoda tepidariorum che hanno catturato delle giovani lucertole (Podarcis muralis). Parasteatoda tepidariorum è specie appartenente alla famiglia Theridiidae, che comprende ragni di piccole dimensioni con addome globoso che cacciano mediante tele irregolari con fili attaccati al terreno e orientati in varie direzioni. P. tepidariorum è specie sinantropica a distribuzione cosmopolita che predilige tessere la tela sia all’interno che all’esterno delle abitazioni. Il suo indigenato in Europa è dubbio perché è sempre stata storicamente diffusa dalle attività commerciali umane ed è difficile ricostruire il suo areale originario (pare che sia di origine sudamericana). In ogni caso dovrebbe essere stabilmente presente nel vecchio continente da oltre un secolo. Personalmente posso solo confermare che, in provincia di Parma, la ricordo come comune fin da quando ero bambino a partire dagli anni ’80. Le ragnatele sono molto comuni negli angoli delle stanze, sotto le sedie o presso i termosifoni e sono pensate per la cattura di artropodi camminatori. Non ho mai assistito direttamente alla cattura di una lucertola da parte di questa specie ma immagino che la tecnica sia la stessa utilizzata per predare i grossi artropodi. Quando una preda potenziale tocca uno o più fili periferici (che sono adesivi e sottoposti ad una certa tensione) iniziano i problemi. Il ragno accorre rapidamente e inizia a gettare seta adesiva sulla preda per poi fissarla con un filo di ancoraggio alla parte superiore della ragnatela. La sequenza continua poi a ripetersi in modo identico e i fili di ancoraggio che trattengono la preda saranno sempre più. Alla fine la tensione di tutti questi “cavi” sarà tale da sollevare da terra la preda e a quel punto le possibilità di fuga saranno nulle. La preda si ritroverà sospesa in aria col ragno che continuerà ad immobilizzarla con seta adesiva tutt’attorno. Quando il malcapitato sarà quasi immobilizzato o comunque incapace di nuocere Parasteatoda tepidariorm concluderà la “procedura” con uno o più morsi velenosi. Fra le prede di Parasteatoda tepidariorum ci sono spesso grossi ortotteri, scarafaggi, centopiedi, grossi coleotteri, scorpioni, altri grossi ragni come Hogna radiata ecc. Anche le prede più pericolose (scorpioni, scutigere, altri grossi ragni) faticano a scamparla perché mentre cercano pigramente di divincolarsi da fili adesivi non percepiscono la minaccia della Parasteatoda che non li aggredisce in modo diretto ma fissa maliziosamente altri fili di ancoraggio. Se un ragno cercasse di difendersi con le zampe o uno scorpione provasse a reagire con chele o coda non servirebbe granché. Sarebbe semplicemente un modo per fornire alla Parasteatoda altri punti di ancoraggio. Una volta che la preda è sollevata in aria e perde il contatto col suolo non c’è più niente da fare. L’unico modo per farla franca (per una grossa preda) sarebbe quello di attraversare all’impazzata e senza indugi il “terreno minato” ossia la superficie interessata dai fili adesivi attaccati al suolo. Un substrato molto ruvido (come nel caso del mio garage) dovrebbe dare qualche speranza di fuga in più alle prede mentre un pavimento molto liscio dovrebbe agevolare ulteriormente la caccia della Parasteatoda. Avevo già visto altre volte lucertole catturate da questa specie in passato (sia pure non molto spesso) e tale fenomeno è già stato trattato a livello scientifico (Blasco-Aróstegui, J. & Calatayud-Mascarell, A. 2023. All you can eat: autochthonous vertebrate and invertebrate predation by the alien spider Parasteatoda tepidariorum (C.L. Koch, 1841) (Araneae: Theridiidae) in two anthropogenic habitats of Italy). Tuttavia quest’anno le lucertole catturate da Parasteatoda a casa mia sono state addirittura sei. L’esemplare della terza foto ha catturato da solo tre lucertole mentre un’altra Parasteatoda (non fotografata) aveva sotto alla tela una carcassa di lucertola catturata presumibilmente qualche giorno prima. Non ricordo un altro anno con un numero di catture così alto. Mi viene da pensare che in estati estremamente calde ed aride le lucertole siano maggiormente attratte dall’umidità presente all’interno degli edifici e quindi siano maggiormente esposte a questi predatori. Oppure la colpa potrebbe essere di due gatti recentemente insediatisi fuori casa ma quest’ultima ipostesi mi sembra poco convincente perché se le lucertole presenti all’esterno fossero predate quasi completamente dai gatti questo non dovrebbe aumentare necessariamente il numero di sauri che tentano di entrare in casa. Le lucertole catturate avevano una lunghezza totale di circa 40-45 mm.
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Ultima modifica di daniele.giovanelli il sab 18 lug 2026, 14:17, modificato 2 volte in totale.
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daniele.giovanelli
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Re: La rivincita degli invertebrati - Parasteatoda tepidariorum preda giovani lucertole
In ambienti tropicali è abbastanza normale che artropodi di grande mole (ragni, scorpioni, solifugi, scolopendre, mantidi ecc) possano nutrirsi di piccoli vertebrati. In ambienti temperati questo fenomeno è molto più raro. Ho visto sole altre due specie di ragni catturare lucertole nel parmense: si tratta di Argiope bruennichi e Tegenaria parietina. A titolo d'esempio aggiungo due foto scattate presso casa nel 2010 e nel 2017. Nel primo caso, una grossa femmina adulta affamata di Argiope bruennichi può riuscire ad immobilizzare nella seta una giovane lucertola. Tuttavia ha evidenti difficoltà nel paralizzarla, anche dopo ripetuti morsi. Alla fine sembra quasi che la preda muoia di stenti piuttosto che per l’effetto del veleno del ragno. A volte il ragno espelle la preda non appena si accorge che le carni coi cui si accinge a banchettare sono di rettile e non quelle di un insetto. In altri casi (prima foto) Argiope inizia a divorare il sauro come una qualunque altra preda. Anche grandi esemplari di Tegenaria parietina (seconda foto) possono catturare giovani lucertole. Tuttavia ho la sensazione che tali pasti non abbiano portato molto vantaggio al ragno, poco importa che si tratti di Achearanea, Argiope o Tegenaria. Di solito quando un ragno divora una grossa preda si può notare l’opistosoma molto più voluminoso al termine del pasto. In questo caso invece la preda non era molto consumata e l’opistosoma del ragno pressoché identico, nonostante i vari pasti a base di lucertole si siano protratti per più di tre ore. Ricordiamo che Parasteatoda, come i terididi in generale, non lacera i tessuti esterni ma pratica dei fori per poi risucchiare le parti interne più digeribili ma poco importa. Le carcasse di lucertole predate mi sembravano assai poco assimilate rispetto a quelle dei grossi artropodi che invece apparivano estremamente leggere. Non mi sembra che le specie di ragni autoctone abbiano succhi digestivi efficaci per digerire i vertebrati, per lo meno questa è la mia impressione. Al contrario molte specie esotiche di grossa taglia sembrano perfettamente equipaggiate per tale scopo. Su quest’ultima speculazione vengo smentito (o così sembra) la sera dell’undici luglio 2026. Un’altra lucertola, la settima di quest’anno, è stata catturata (terza foto). Stavolta il predatore è una grande femmina adulta di Tegnaria parietina, la lucertola sembra parecchio consumata nella parte anteriore e l’addome del ragno è parecchio voluminoso, molto più di quanto ricordassi in precedenza. Quella grossa Tegenaria è presente in garage da parecchio tempo proprio vicino a una piccola catasta di legna e di sera passo spesso a dare un’occhiata ma non posso escludere che abbia mangiato anche prede di altro tipo.
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- Argiope bruennichi 26-08-2010.JPG (299.69 KiB) Visto 861 volte
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- Tgenaria parietina 23-06-2017.JPG (314.03 KiB) Visto 861 volte
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daniele.giovanelli
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Re: La rivincita degli invertebrati - Parasteatoda tepidariorum preda giovani lucertole
Ottavo episodio di predazione ai danni di una giovane lucertola. Stavolta il ragno in questione è un Pholcus phalangioides. Me ne sono accorto all’incirca alle 23 nella sera del 18 luglio 2026. La lucertola era già completamente immobile con il ragno intento a cibarsene. Pholcus phalangioides è specie molto comune nelle case dove costruisce piccole tele irregolari. È noto con il nome di “ragno ballerino” (“Daddy long-legs spider” per gli anglofoni) perché se disturbato si mette ad oscillare violentemente insieme alla tela. In realtà tale tecnica è utilizzata abbastanza spesso anche da qualche altra specie. In genere i folcidi sono gli unici ragni che non fanno paura alla gente ed effettivamente anche questa specie è assolutamente innocua per l’uomo ma l’aspetto delicato e inoffensivo può trarre in inganno. Sono predatori formidabili e catturano artropodi di qualsiasi tipo. Mangiano grandi quantità di insetti invasivi (ad esempio cimici asiatiche) che ragni ben più prestanti (come Tegenaria parietina) disdegnano o tendono a rifiutare. Non solo, mostrano anche una spiccata tendenza all’araneofagia, cioè sono abili predatori di altri ragni all’apparenza più robusti. Episodi di questo tipo sono già presenti nella letteratura scientifica (M. Nyffeler, J. W. Gibbons. Spiders feeding on vertebrates is more common and widespread than previously thought, geographically and taxonomically, 2022. The Journal of Arachnology) oppure (Ackermann, G. 2012. Lepidodactylus lugubris als Beute von Pholcus phalangioides. Arachnologische Mitteilungen) ma Pholcus phalangioides non si limita a catturare le giovani lucertole o altre grosse specie nostrane di ragni come Hogna radiata o Tegenaria parietina. È stato documentato come possa avere ragione anche di grosse migali appartenenti alla famiglia Theraphosidae (Gabriel & Sherwood, 2020). La stessa cosa è avvenuta in Polonia, dove la specie affine Pholcus alticeps ha predato alcune “tarantole” che erano presumibilmente fuggite dai loro terrari all’interno di negozi di animali esotici (Szymanski & Szymanski, 2025, Predation by Pholcus spiders (Araneae: Pholcidae) on tarantulas (Araneae: Theraphosidae)). Pholcus phalangioides è molto simile a Holocnemus pluchei ma il primo è giallastro, più pallido, con arti ancora più allungati e preferisce luoghi quasi bui e umidi. Il secondo è grigiastro con disegni complessi sull’opistosoma , vive in luoghi più luminosi (ad esempio vicino alle finestre) costruisce tele orizzontali più elaborate ed è comune anche fuori dalle case. Pensavo che il ragno, incapace di digerire questo pasto insolito, si sarebbe presto liberato della lucertola. Invece, alle 19.30 del giorno seguente era ancora in possesso della preda e apparentemente intento a nutrirsi. Quindi si tratta presumibilmente di una cena durata circa 20 ore. Nonostante tutto l’opistosoma non mi sembrava granché aumentato di volume. Condivido un’altra foto di Parasteatoda che mi sembra migliore di quelle già postate.
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Luigi Ghillani
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Re: La rivincita degli invertebrati - Parasteatoda tepidariorum preda giovani lucertole
Report molto dettagliato e interessante. Non avrei mai pensato che ragni potessereo mangiare lucertole anche se...lucertoline.
Luigi
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