Per gli uomini di buona volontà.

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carolina
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Re: Per gli uomini di buona volontà.

Messaggioda carolina » gio 30 dic 2010, 10:22

...rimandando ad altri tempi un contributo più approfondito..
mi viene solo da dire : riguardiamoci il film "Wall-E" o Avatar..
Nel primo il comandante "riprende la stazione eretta e la barra del comando per un unico seme che aveva germogliato...
nel secondo la madre terra dà la forza per sconfiggere "gli umani-invasori" ,che nella scena finale sono guardati dall'alto (3m) daGLI "INDIGENI-VINCITORI...

RESISTERE QUESTO è il ns compito ora!

cari saluti atutti e Buon 2011

carlapinfari

renato
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Re: Per gli uomini di buona volontà.

Messaggioda renato » gio 30 dic 2010, 12:14

enrico bocchi ha scritto:Caro Renato, neanch'io l'inglese non lo capisco tanto bene al volo, ma secondo me hai frainteso: è evidente che in quel testo lì si fa dell'ironia sul fatto che se avverrà un brusco cambiamento orientato ad un ritorno alle origini, la gente sentirà molto la mancanza delle comodità dell'attuale modernità; in parole povere molti vogliono fare gli ecologisti a parole, ma pochi ci riuscirebbero coi fatti, quindi c'è uno stridente contrasto col comunicato di GCR & Company pieno di buoni propositi !!


Interessante analisi della canzone.
Su alcuni BLOG in lingua inglese, c'è stato un ampio dibattito sul significato del testo che effettivamente si presta a più interpretazioni e molte persone scrivono pareri opposti l'uno dall'altro.
Premesso che non conosco il pensiero dell'autore dei testi (presumo David Byrne), mi sono fatto una mia idea:
L'umanità è talmente abituata alla modernità che un ritorno alle origini ci metterebbe in crisi. E fino a qui sono d'accordo con te ma io dietro questo messaggio ci vedo un grido di dolore, una amara considerazione: come siamo potuti arrivare a questo ? Siamo cambiati così tanto durante l'evoluzione umana da non poter più tornare indietro?
Nel testo non c'è una soluzione a tutto questo, solo una presa d'atto dei fatti.
Io in questo ci vedo un grido di allarme.
Ciao
Renato

enrico bocchi
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Re: Per gli uomini di buona volontà.

Messaggioda enrico bocchi » mar 4 gen 2011, 18:30

Mi sembra scontato che chiunque sia stato cresciuto nel più completo disinteresse per la natura che lo circonda, se posto improvvisamente e contro la propria volontà a contatto prolungato con essa, si trovi in forte disagio fino al punto di mettere a repentaglio la propria incolumità.
Penso però anche che ognuno di noi, anche il più imborghesito dei cittadini, in una tale situazione, possa tirar fuori risorse che non sospettava di avere, e reimparare ciò che è andato perso nel passaggio alla modernità; se decidere di farlo e passare all'azione è semplice, esserci obbligati e doverlo fare può avere risvolti drammatici, ma come dice il proverbio:
"non tutti i mali vengono per nuocere".
nadia ed enrico, www.florautoctona.com

giordano gattara
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Re: Per gli uomini di buona volontà.

Messaggioda giordano gattara » mar 4 gen 2011, 23:09

Come si è evoluta la discussione.

Ritengo però utopistico pensare che l'uomo (legasi 6.000.000.000 ripeto: sei miliardi di persone)vogliano tornare alle origini.

enrico bocchi
Messaggi: 768
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Re: Per gli uomini di buona volontà.

Messaggioda enrico bocchi » mer 5 gen 2011, 7:47

Credo che su questo forum siamo tutti d'accordo che esiste un forte rischio: se gli stati più potenti del mondo non freneranno la loro folle corsa ad uno sviluppo dissennato, la popolazione umana, che numericamente già di per sè costituisce un'anomalia, ne subirà le dirette drammatiche conseguenze; credo che in futuro tornerà ben chiaro che astrarsi dalle regole naturali del nostro pianeta non solo non conviene, ma non è proprio possibile, per cui se adesso siamo 6 miliardi e andiamo avanti così tra cent'anni quelli che sopravviveranno (se ci riescono), saranno già ritornati alle origini (o peggio ancora) loro malgrado.
nadia ed enrico, www.florautoctona.com

nadia piscina
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Re: Per gli uomini di buona volontà.

Messaggioda nadia piscina » gio 6 gen 2011, 1:43

Ecco alcuni esemplari di sapiens moderno nell'esercizio della loro attività di raccoglitori di frutti e semi. La raccolta semi autoctoni è un'attività commerciale che permette un parziale recupero in chiave moderna delle origini; esplorazione del territorio, esercizio fisico, immersione nel mondo naturale, sana competizione con la fauna locale per l'approvigionamento, graduale immedesimazione nell'individuo albero e conseguente rilassamento... Siamo sempre in cerca di uomini e donne di buona volontà che vogliano cimentarsi in quest'attività ecosostenibile per integrare il reddito; si comincia con l'olmo in maggio e si finisce con frassino e agrifoglio nel gennaio successivo.
Ciao,Nadia
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Nicola Donetti raccoglitore di sorbo alpino
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Marco Montepietra raccoglitore di Sorbo ciavardello
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Enrico Bocchi raccoglitore di Frangola alpina
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